Inge Morath

Inge Morath, Autoscatto, 1958

Inge Morath. La vita. La fotografia

Dopo Treviso arriva a Genova la retrospettiva dedicata alla celebre fotografa dell’agenzia Magnum

Inge Morath
Inge Morath, Autoscatto, 1958

Genova e il suo Palazzo Ducale accolgono la prima grande retrospettiva italiana di Inge Morath, la prima fotografa a entrare a far parte della celebra agenzia fotografica Magnum Photos.

La fotografia è essenzialmente una questione personale: la ricerca di una verità interiore
I. Morath

La donna, l’artista

Il lavoro di Inge Morath, prima di ogni cosa, è la testimonianza di un rapporto, di una passione, di una necessità con la fotografia. Un rapporto maturato negli anni attraverso esperienze ed incontri, nonché parte integrante della vita di una donna che è riuscita, con coraggio e determinazione, ad affermarsi in una disciplina all’epoca prettamente maschile. Nel corso della sua carriera ha realizzato reportage fotografici in Spagna, Italia, Medioriente, America, Russia e Cina. Non ha affrontato mai questi viaggi con superficialità, bensì con serietà, studiando la lingua, le tradizioni e la cultura di ogni regione dove si recava. Era capace di parlare correntemente tedesco, inglese, francese, spagnolo, rumeno, russo e mandarino. Che si trattasse di persone comuni o personaggi pubblici il suo interesse era identico e s’indirizzava sempre verso l’intimità di ciascuno.

I maestri

Inge Morath ha imparato molto da Henri Cartier-Bresson a Ernst Haas e con cui ha collaborato in importanti reportage. Il suo stile fotografico affonda le sue radici negli ideali umanistici conseguenti alla Seconda Guerra Mondiale, ma anche nella fotografia del “momento decisivo”, così come l’aveva definita Cartier-Bresson. Le fotografie di Inge Morath riflettono la sua sensibilità, ma al contempo sono come pagine del suo privato diario di vita, come lei stessa scrive: “La fotografia è essenzialmente una questione personale: la ricerca di una verità interiore”.

La vita

Nata a Graz, in Austria, nel 1923, dopo gli studi di lingue a Berlino, Inge Morath lavora come traduttrice e giornalista.
Amica del fotografo Ernst Haas, realizza testi per i suoi reportage. Viene così invitata da Robert Capa ad unirsi all’agenzia Magnum in qualità di redattrice e ricercatrice. Comincia a fotografare nel 1951 a Londra e nel 1953 entra a far parte dell’agenzia Magnum. Tra il 1953 ed il 1954, Morath è anche assistente di Henri Cartier-Bresson. 
Negli anni seguenti viaggia in Europa, Nord Africa e Medio Oriente. Sono del 1958 la serie di curiosi ritratti fotografici con le maschere del disegnatore Saul Steinberg.Sul set del film “Gli spostati” di John Huston conosce Arthur Miller, che sposa nel 1962. Nel 1965 si reca per la prima volta in Unione Sovietica. Nel 1978 compie il primo viaggio in Cina.
Fra i suoi soggetti più popolari i ritratti di importanti personalità del Novecento come Henri Moore, Pablo Picasso, André Malraux, Doris Lessing, Marilyn Monroe, Gloria Vanderbilt e Fidel Castro.

Informazioni:
Inge Morath. La vita. La fotografia.
Genova, Palazzo Ducale, fino al 22 settembre 2019
t: 199.15.11.121
info@mostramorath.it
www.palazzoducale.genova.it