I “brividi immorali” di Laura Morante

Brividi immorali Laura Morante
Brividi immorali Laura Morante

Avete presente un monologo teatrale?
Uno di quei bei monologhi in cui l’attore, da solo in scena, racconta storie e vicende inframezzate da interventi musicali che sottolineano sentimenti e azioni?
Avete presente?
Ecco, io amo davvero molto questo genere di spettacoli tetrali. Li amo perchè mi piacciono le storie e mi piace sentirle raccontare.

Esordio letterario

Oggi voglio parlarvi di “Brividi immorali”, l’esordio letterario di Laura Morante ed è per questo che ho pensato ad uno spettacolo teatrale. Perchè questa raccolta mi ha fatto pensare proprio a questo.
Amo la Laura Morante attrice; la trovo estremamente naturale nella sua recitazione, istrionica ed equilibrata anche quando le parti che le vengono assegnate sono di quelle isteriche, tese, nervose. Tanto tese e tanto nervose che qualsiasi sbavatura recitativa ne esalterebbe la retorica.
E amo la Laura Morante regista; con le sue trovate narrative, le sue scelte recitative, il flusso delle vicende raccontate che, con lei alla direzione, diviene tempo universale.
Ora la ritroviamo scrittrice, nella bella raccolta “Brividi immorali” sottotitolo “Racconti e interludi” edito da La Nave di Teseo.

La raccolta

La raccolta di compone di otto racconti e sette interludi, di cui uno da il titolo all’intera raccolta.
La si potrebbe definire una raccolta che fa i conti con le esistenze. Con quella di coppie sposate il cui armadio è pieno di scheletri. Con quella di famiglie. Con quella di persone che nascondono verità o che, con quelle stesse verità devono fare i conti. Essi costituiscono, così, un universo in continuo movimento, definendo confini morali che spesso vengono abbattuti, organizzando pensieri, mutando situazioni, tacendo pensieri reconditi.
Si alternano brevi interludi che si aprono e si chiudono con una partitura scritta a mano. Una partitura che, a saperla suonare, offre l’occasione per fruire ulteriormente del libro. Partiture scritte di pugno da uno dei migliori nostri geni musicali: Nicola Piovani.
Sta proprio in questa alternanza, in questo passaggio di voci la novità di questa meravigliosa raccolta e non mi stupirebbe trovarla in cartellone nella prossima stagione teatrale.
Perchè questi racconti si prestano a essere narrati sul palcoscenico, perchè le storie coinvolgono il sentimento più profondo oltre che i sensi, perchè Laura Morante dimostra di avere uno stile elegante e delicato, duro ma anche ironico.

Pensieri “teatrali”

Leggendo i racconti di “Brividi immorali” mi sono sopreso più di una volta a immaginarli letti dalla voce dell’autrice, illuminata da un solo faro su di un palcoscenico vuoto.
Già perchè tutto il resto lo fanno le parole e le storie di uomini, donne, ragazzi, ragazze, le loro paure, i loro sentimenti, le loro storie. Vere perchè umane. Vere perchè troppo vicine a noi per essere solo e soltanto immaginate.
Ho passato ore liete nella lettura di “Brividi immorali”. Liete perchè nella scrittura Laura Morante si rivela essere autrice di livello, conscia dello strumento che utilizza, generosa di figure retoriche, di costruzioni, di giochi elegantemente sapienti.
Liete perchè ho trovato una prosa ricercata, a tratti leggermente leziosa, compiaciuta, ma bella forse proprio per questi suoi inconfondibili tratti.

Quando tutto finisce, quando chiudiamo il libro e anche il sipario immaginario si chiude e il pubblico esce dal teatro (ammesso che sia possibile individuarne l’uscita) qualcosa di profondo rimane incastrato tra il cuore e l’anima, portando con sè i rumori, i gesti e i “gorgoglii” della vita che trascorre e non trascolora nemmeno nel lento passare delle stagioni.
Siano esse quelle sempre più insolite della natura, che quelle meno tangibili dei sentimenti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

DO IL MIO CONSENSO AFFINCHÉ UN COOKIE SALVI I MIEI DATI (NOME, EMAIL) PER IL PROSSIMO COMMENTO.