Guida tascabile per maniaci dei libri Edizioni Clichy

La guida definitiva per i maniaci di libri

Sono un bibliomaniaco, lo ammetto. E mi prende una strana forma di depressione se, entrato in libreria, assaporatone il profumo di carta e di inchiostro, me ne esco a mani vuote.
Amate anche voi i libri? Quando vedete una libreria non potete fare a meno di entrare e dedicare il resto del vostro tempo libero tra gli scaffali?
Il libro che vi presento oggi è quanto di meglio possiate desiderare.
Sto parlando di “Guida tascabile per maniaci dei libri” edito da Edizioni Clichy.

Gli autori

Gli autori di questo interessante libro vanno sotto lo pseudonimo collettivo di “The Book Fools Bunch”: un misterioso gruppo di esperti e maniacali lavoratori dell’editoria italiana che hanno come base Firenze.
Da anni questo gruppo è attivo nell’organizzazione di flash mobile, performance, reading, rave per sensibilizzare l’opinione pubblica verso il problema della mancanza di attenzione al mondo dei libri.

Il libro

E’ pressochè impossibile elencare nei dettagli tutto quanto è contenuto in questa autentica “bibbia” per i maniaci dei libri.
Guida tascabile per maniaci dei libri” è suddiviso in sezioni tematiche, ognuna con caratteristiche peculiari, ognuna con tratti di curiosità da gustare tutte insieme o un passo alla volta.

Le sezioni

Sono ben 11 le sezioni in cui questo testo per autentici guru della bibliomania è suddiviso

Si inizia con “I mille libri fondamentali”. Come dice il titolo stesso, in questa sezione sono racchiusi i mille libri che è fondamentale leggere almeno una volta nel corso della propria vita.
Suddivisa per anni di pubblicazione, questa sezione parte dall’Epopea di Gilgamesh e dall’Antico Testamento e termina con l’anno 2017 (anno di pubblicazione del libro) citando Lincoln nel bardo di George Saunders.

La seconda sezione del libro è dedicata alle vite “in minuscole pillole” (come affermano gli stessi autori) di 250 più grandi geni della letteratura in ordine cronologico.
Si va da Omero a Saffo, da Milton a Voltaire, da Goldoni a Hugo, fino ad arrivare a J.K. Rowling e Joel Dicker. Un’autentica serie di piccole curiosità e allo stesso tempo un’autentica miniera di informazioni.

Una delle sezioni che preferisco è la terza: quella dedicata agli incipit.
Ammetto di avere un’autentca mania per gli incipit. L’incipit è la prima cosa che un lettore (ma prima ancora un editore) legge di un testo. Credo, a ragione, di poter dire che esso costituisca un buon 25% nella fortuna di un testo. La terza sezione di questo bel testo è dedicata interamente a essi.
E’ delizioso passare dal famosissimo incipit dell’Iliade di Omero a quello poetico e vagamente sognante de I racconti di Canterbury fino ad arrivare al roboante incipit dell’Orlando Furioso o all’iper-citato incipit di Dalla parte di Swann che apre la Recherche proustiana.

Segue una sezione in cui si elencano i premi letterari più famosi e, per ognuno, i vincitori di ogni anno. Si va dal Nobel allo Strega dal Pulitzer al Goethe. Una vera e propria rassegna di premi e premiati che stimolerà la curiosità di approfondire ogni autore individuato.

Così come nella sezione successiva, la quinta, che invece raccoglie i titoli dei best seller. Ce n’è davvero per tutti i gusti. Questa sezione, inoltre, è suddivisa a sua volta in “Best seller di sempre”, “Serie di best seller”, “Best seller mondiali anno per anno”.

Ma quello su cui non potrete fare a meno di soffermarvi e curiosare, spesso sorridendo, è il capitolo dedicato alle stroncature.
Stroncature famose che, probabilmente, alle volte hanno decretato il successo delle stesse opere letterarie criticate o, in generale, dei loro autori.
Si va dalla famosa stroncatura di Elio Vittorini al Gattopardo di Tomasi di Lampedusa, a quella di Truman Capote su Kerouac, fino ad arrivare a quella di Franzen su Philip Roth.
Mi sono letteralmente divertito a scorrere questa raccolta di stroncature, perché mi sono reso conto che spesso il giudizio della critica va in senso opposto a quello dei lettori. Credo che, insieme al capitolo dedicato agli incipit, questa sia tra i miei preferiti.

La sezione 7 è dedicata, invece, ai film che (cito) “secondo noi più significativamente hanno tradotto in immagini dei libri che abbiamo amato”. Sapevate che L’angelo azzurro è tratto dal romanzo Il professor Unrat di Heinrich Mann? O che Il cliente, film del 2016 di Asghar Farhadi è tratto da Morte di un commesso viaggiatore di Arthur Miller?
Sono dell’opinione che questo capitolo possa essere letto in due modi: il primo per fare scoperte circa i film tratti dai libri che abbiamo amato; il secondo per scoprire, invece, che alcuni dei film che abbiamo amato sono tratti da romanzi di cui non conoscevamo l’esistenza.

Segue una sezione che raccoglie curiosità sui libri più famosi.
Ad esempio sapevate che prima di scrivere il Codice Da Vinci, Dan Brown era un cantante pop e che il suo secondo album si intitolava “Angeli e Demoni” come il suo secondo best seller? O che Tolkien impiegò quattordici anni a scrivere a macchina, usando solo due dita, l’intera trilogia del Signore degli anelli?
Questa sezione, l’ottava di questo autentico scrigno per amanti dei libri, raccoglie proprio tutte queste curiosità sui libri che abbiamo amato, su quelli famosi e su quelli più sconosciuti. Una vera chicca per veri cultori.

C’è uno strano, intrigante e appassionante rapporto tra letteratura e cibo.
Se anche voi, come me, segnate in un taccuino o in un quaderno le ricette che trovate nascoste o raccontate nei libri che state leggendo, allora questa sezione fa al caso vostro.
Vi piacerebbe realizzare le famose madeleines di Proust o il Curry di capra della Fiera delle vanità di Thackerey? Qui ne troverete la ricetta.
Se, poi, apprezzate i cocktails preparatevi a gustare il Mint Julept apprezzato da Daisy Buchanan nel Grande Gatsby o il Vesper Martini, il preferito da James Bond in Casinò Royal. Non manca anche il Lattepiù, la bevanda preferita di Alex in Arancia Meccanica.

Chiudono il libro una sezione dedicata alle citazioni dedicate ai libri e una sezione cronologica che ripercorre le pietre miliari della storia del libro, sfatando anche la leggenda che la stampa a caratteri mobili sia stata inventata toutcourt da Gutenberg.
Un libro davvero ricco che mi sento di consigliare e sul quale ho trascorso ore interessanti e arricchenti.